Jeff a entrare in scena, mentre Eternal
life ci porta a esplorare i ruvidi sentieri di un rock aggressivo e indomito. Forse anche per l'influenza del produttore di turno, che volle dare all'album un sound rinascimentale, Buckley ricorre a una strumentazione che ha del sontuoso per un folksinger.
Come ebbe a dire il suo collaboratore Lee Underwood, Buckley fu per il canto cio` che Hendrix fu per la chitarra.
Esplorazione delle stelle piu` buie e piu` lontane della mente, con l'ossessione sempre presente del pericolo di non poter piu` ritornare; sabba di streghe inter-planetarie, supremo tentativo di raggiungere quell'estasi disperata vagheggiata nei grandi deliri della maturita' (Gypsy Woman e Lorca), Starsailor completa la allucinata e allucinante parabola di Tim Buckley.
Quello di Buckley fu un incubo durato una vita, l'incubo di un naufrago alla deriva, che verra` alla fine ucciso dall'orizzonte con cui discorreva giorno e notte.
Tim Buckley nacque a Washington nel 1947, crebbe a New York e si trasferi` ancora bambino in California.
Buckley, in particolare, riesce a meglio amalgamare gli strumneti (compresi percussioni e tastiere).
Buckley, un melisma dilatato all'infinito, il che' rivela pienamente la voce nella sua estensione non solo tonale ma anche emozionale.
Bros, 1972), praticamente un concept erotico, costituisce un voltafaccia improvviso e inspiegabile nella carriera di Buckley.
Buckley ha 19 anni, e` incerto e titubante, soprattutto al cospetto dei piu` smaliziati collaboratori.
Buckley e` l'esatto opposto, dal punto di vista emotivo, del Dylan severo e monotono delle canzoni apocalittiche, e rappresenta l'alternativa metafisica al "je accuse" della canzone di protesta. Magari non come i Sigur Ros (di cui vi abbiamo parlato recentemente) e sicuramente non sul podiO, dove probabilmente starebbero i Radiohead e Jeff Buckley, i nomi che negli ultimi tre lustri sono stati più utilizzati come termini di paragone per le nuove generazioni.
Buckley per comporre una narrazione altamente psicologica, fatta di allucinazioni e voli, dialoghi e silenzi, confessioni e deliri.
L'arte di Buckley era tutta musicale, ed era un'arte d'atmosfera.
Buckley era certamente figlio della stessa era (tanto che di droghe morira`), ma la sua fu sempre una carriera molto isolata.
Tim Buckley fu il primo dei moderni singer-songwriter (cantautori), il primo ad alterare completamente il modello inventato da Bob Dylan, e rimane uno dei piu` grandi di tutti i tempi; ma definirlo "cantautore" e` limitativo.
Buckley distende un velo di rassegnata, inerme tristezza. Buckley, a molte persone (soprattutto quelle più giovani) verrà automatico associare il nome di Jeff, cantautore americano dallâincalcolabile talento, tragicamente annegato nel fiume Mississippi nel 1997.
Piu` che narrare Buckley si lanciava in deliri, in flussi di coscienza, in associazioni libere.
Buckley's songs were journeys through the psyche of the singer. Sailor e` anche un album discontinuo ed eclettico, che segna un netto ripensamento rispetto alle strutture aperte di Happy Sad e di Lorca; e purtroppo da questo riflusso verso la forma-canzone avra` origine la precoce vecchiaia di Buckley. Timothy Charles Buckley III è dedicato questo DVD intitolato âMy fleeting houseâ, un video che traccia un ritratto dellâartista californiano (dâadozione, in realtà nativo dello stato di New York), ma soprattutto si concentra sulle sue performance live, recuperando anche apparizioni televisive inedite e video rari ed introvabili.
Buckley rivelo` la sua immensa carica emotiva con Happy Sad (Elektra, 1968).
Buckley fu in gran parte estraneo ai subbugli delle due capitali della musica giovanile, distrattamente partecipe della protesta umanitaria di New York e vagamente imparentato con gli hippies di San Francisco.
Buckley apparteneva a un concetto alternativo di musica, un concetto che a Los Angeles non si espresse pero` mai sotto forma di movimento politico. I capolavori di Buckley sono brani estesi che hanno poco in comune con la "canzone". Buckley apri` una nuova era per il canto d'autore, anche se all'epoca nessuno se ne accorse, neppure lui che si professo` sempre figlio del rhythm and blues. Nella sua arte vocale confluivano il melisma dello spirituale, lo shout del gospel e le austere tecniche tibetane (forse la proposta piu` originale di fusione fra occidente e oriente), ma Buckley rielaboro` le sue fonti fino a pervenire a uno stile unico e personale. Buckley attinge a forze segrete della psiche e non a caso si sfoga soprattutto nei registri del gospel e rinuncia agli arrangiamenti tradizionali. Lorca e Gypsy Woman sono brani senza fine in cui Buckley spalanca le porte della percezione e irrompe in un vuoto siderale. Jeff, sono passati anni e ancora oggi ascolto ogni giorno la tua Hallelujah. Buckley synthesized a new genre of music by fusing folk, blues, jazz, psychedelic rock and chamber music. Esercitandosi a controllare il respiro e le corde vocali per ottenere la massima duttilita` del canto (suo modello la grande Yma Sumac), Buckley scopri` la sua vera vocazione. La batteria prende il posto delle congas e l'ensemble e` piu` disciplinato (forse anche perche' Buckley fece anche da produttore).
Il secondo album, Goodbye And Hello (Elektra, 1967), fu ispirato da Blonde On Blonde di Dylan, che Buckley, Fielder e Underwood passarono mesi ad ascoltare e imitare.
Blue Afternoon (1969), Buckley pushed his intuitions to the logical conclusion on Lorca (1970), one of rock's all-time masterpieces. Buckley riflettono le dilatazioni della coscienza tipiche dell'LSD, ma anche il sottofondo musicale segue spesso le cadenze ipnotiche e scheletriche del trip. Buckley passo` la vita a inseguire i suoi fantasmi interiori in labirinti di suoni e per itinerari cosmici, ma si era perso fin dall'inizio, e cio` che fa grande la sua arte e` che non aveva speranza di ritrovarsi. Buckley e` completamente padrone dei suoi brani, non avendo piu` al suo servizio il paroliere di fiducia. Circondato da uno stuolo di prestigiosi sessionmen reclutati da Cohen (Billy Mundi alla batteria, Van Dyke Parks alle tastiere, Jack Nitzsche per gli arrangiamenti d'archi, oltre a Underwood e Fielder), Buckley non oso` piu` di tanto. Jeff ha dato veramente tanto al panorama musicale più di quanto la maggior parte della gente possa pensare. Wolf river, dando a Jeff una fine ingiusta quanto indegna, beffarda quanto misteriosa. Questo approccio onirico, visionario, allucinato alla musica era certamente imparentato con l'acid-rock californiano, scaturiva da una sottocultura della droga intesa come liberazione e catarsi; ma a quell'approccio propenso a sondare gli abissi della mente, Buckley aggiunse un elemento di introversione e introspezione che procedeva quasi in direzione opposta alle celebrazioni di estasi pubblica dell'acid-rock. Buckley mori` per overdose nell'estate del 1975 a Santa Monica. Buckley piu` pacato ed intimista, meno aggressivo e meno naturalista. Buckley cade vittima di un'esasperazione terrena, vitale, erotica. Con le evoluzioni del canto Buckley costruisce le atmosfere drammatiche delle sue storie come nessun altro ha mai potuto fare. Grace, canzone che dà titolo all album desordio di Jeff Buckley. La musica di Buckley inseguiva un'idea, non importa dove questa si spingesse.
Abbandonati gli studi e la moglie (frutto di una scappata dell'ultimo anno di high school), Buckley prese a esibirsi al "Troubadour", dove fece conoscenza con il chitarrista Lee Underwood.
Buckley vagava in quello spazio di infinito nulla alla ricerca forse, di un'idea che fosse anche di salvezza.
Buckley cominciava le canzoni imbastendo un racconto, soppesando le parole, ma poi le parole perdevano significato e diventano semplice suono, e infine puro delirio.
E per ottenere quel sound Buckley navigo` lo spazio del jazz e delle tradizioni orientali, oltre a quello del folk e del rock.
Tim Buckley e` il cantante piu` geniale della storia della musica rock, e forse dell'intera storia della musica.
Jeff Buckley e ormai ci siamo quasi il repertorio è pronto. U2 lo ha definito "Una Goccia Pura in un Oceano di Rumore"; non c'è miglior modo per descrivere ciò che è stato Jeff! Voce innarrivabile, testi spelndidi, melodie divine e emozioni su emozioni. Buckley arrivo` a impiegare un ensemble da camera (percussioni, tastiere, fiati) per i capolavori della maturita`.
Il talento versatile ed eccentrico di Buckley ha comunque modo di emergere pienamente in canzoni toccanti che oscillano fra il lirismo favolistico alla Leonard Cohen (ante litteram), le pose dylaniane di "je accuse", e uno spleen di fragile bellezza.
Penso ke la musica d Jeff sia come un autoritratto di un pittore; è x qst ke arrivo a considerarlo un amico o, addirittura un fratello. Buckley ritrova le proprie voci interiori, e nella bolgia ritmica di questo brano le puo` spiegare al vento, lasciandosi trascinare in una danza primitiva e purificatrice. Jeff era figlio di un altro grandissimo cantautore di nome Tim, pregiato musicista e soprattutto cantante (la sua voce era capace di raggiungere le cinque ottave e mezzo dâestensione), uno dei maggiori rappresentati della scena folk americana a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta.
Buckley also boasted one of the most original voices ever, a combination of African melisma, Tibetan droning, jazz scat and acid-rock wailing, a combination that set a new standard for any future vocalist.
Jeff, oggi la tua voce d'angelo mi ha accompagnato lungo i binari tra Messina e Palermo. Buckley, pittore della mente e della natura, ricorda e descrive, pensa e parla, solo nell'immane anfiteatro della vita. Buckley era un menestrello paranoico del disagio esistenziale della sua generazione, un perdente emarginato nella societa` dei consumi, un missionario dell'anticonformismo intellettuale come lo erano stati i beatnik, succube e non protagonista della vita. Once)
Sono stato strappato come pagine
dal libro dell' esistenza
(I Woke Up In A Strange Place)
Con un solo album è riuscito a consacrarsi tra i personaggi di culto degli anni novanta; Grace è un album riflessivo e intenso, unopera completa e matura per unartista agli esordi; secondo Ben Harper, Jeff scrisse il suo quinto album per primo, affermando inoltre di esser stato totalmente influenzato dalla sua musicae dalla sua persona.
Ambizioso e pretenzioso come l'album di Dylan, l'album di Buckley non riesce a trovare lo stesso magico equilibrio, ma costituisce comunque un gigantesco balzo in avanti per l'autore.
Ma qnd ascolto Jeff Buckley è come se un amico mi tenesse x mano.
Starsailor (Straight, novembre 1970), da molti considerato il suo capolavoro e uno dei massimi dischi di tutti i tempi, e` il punto d'arrivo della folk-jazz fusion di Tim Buckley. Buckley esprimeva l'insofferenza per i valori dell'"american way of life" nello stesso modo in cui l'avevano espressa i poeti beat e i pittori astratti. Roma e inizieremo qui ma disponibilissimi a viaggiare in tutta Italia pur di suonare la musica di Jeff! Grace l ho fatto in modo distratto e non avevo capito niente. Ogni brano è una poesia uscita dal cuore di chiunque le ascolti , perchè esiste un Jeff Buckley in ogniuno di noi.